Ciclidi del Malawi: Il genere Mchenga

Articolo scritto da Ivan Salvadori

Specie tipo. Copadichromis cyclicos Stauffer, LoVullo & McKaye (1993).

Etimologia: in chichewa, lingua indigena del Malawi Mchenga significa sabbia ed sta ad indicare il tipo di nido che costruiscono i membri di questo genere. Il genere è al femminile.

Il genere Mchenga è composto da una serie di piccoli e snelli ciclidi endemici del Lago Malawi che frequentano le acque basse (tra i 3 ed i 25mt di profondità) e che hanno un habitat caratterizzato da substrato sabbioso. Il basso numero di branchiospine (10-18) sul primo ceratobranchiale, la bocca protrattile, che può formare un imbuto che risucchia il cibo, e la mancanza di macchie o strisce sul corpo rendono distinguibili le specie del genere Mchenga da quelle di qualsiasi altro genere del Malawi. Con l’eccezione di certe specie appartenenti al genere Copadichromis. I maschi appartenenti al genere Mchenga hanno però, piccoli denti bicuspidi nella fila esterna della mascella orale sia superiore che inferiore, mentre i maschi del genere Copadichromis hanno denti monocuspidi ed allargati su entrambe le file esterne di questa mascella. I maschi Mchenga inoltre, hanno i propri nidi in zone sabbiose, costruendo grandi arene costituite da molti maschi che proteggono il proprio nido. Alcuni maschi possono costruire, se è presente un grande masso, il nido in cima ad esso. Questi massi comunque, sono usati unicamente come substrato e nessuna parte di esso o altra pietra interrompe l’orlo di questi nidi. Questa cosa li distingue da quelli del genere Copadichromis che costruiscono i nidi, come per esempio tutte le specie appartenenti al gruppo C.mbenjii. L’indipendenza dall’habitat roccioso, soprattutto per scopi riproduttivi, è uno dei fattori più caratterizzanti del genere Mchenga. Tutte le specie che lo compongono erano una volta inserite nel genere Copadichromis.
Le specie del genere Mchenga rappresentano nel Lago Malawi un gruppo monofiletico e la forma, la posizione sulla sabbia e la costruzione del nido senza la presenza di alcun sasso che ne interrompa la circonferenza, sono caratteri sinapomorfi, il che significa che sono caratteri evolutivamente avanzati che tutte le specie di questo genere, hanno. Stauffer nel 1995 notò anche che i nidi di Mchenga erano strutturalmente differenti da quelli dei generi Tramitichromis, Lethrinops e Taenilethrinops. La costruzione del nido da parte di un maschio di Mchenga, avviene iniziando con l’aggiungere sabbia dall’ area circostante anziché attraverso il toglierla dal centro, come fanno i membri del gruppo C.mbenjii. Mchenga inornata e M.flavimanus, sono inseriti nel genere Mchenga poiché mostrano due dei tratti diagnostici di questo genere. Hanno denti piccoli e bicuspidi nella mascella orale dei maschi adulti e non hanno macchie sul fianco. Queste specie, non sono ancora state osservate riprodursi nel loro ambiente naturale. La mancanza di macchie laterali e la bocca protrusibile, potrebbe far pensare di inserirli nel meno definito gruppo C.virginalis, ma il basso numero di branchiospine sul primo ceratobranchiale, e la presenza di piccoli denti bicuspidi nella fila più esterna dei maschi adulti, li fanno inserire nel genere Mchenga

Spesso, è molto difficile capire, semplicemente vedendo una foto o il pesce nel lago, di fronte a quale specie di Mchenga ci troviamo. Infatti sono ben pochi I caratteri evidenti visibili che li caratterizzano.
Osservando invece I nidi che costruiscono, ci si può più facilmente rendere conto di fronte a che specie siamo. Questi infatti differiscono nelle dimensioni e in parte nella forma. Si vanno da quelli grandi di M.cyclicos che in media ha una base di 102cm, a quelli medi di M.conophoros con una base di 72cm o ancora più piccoli come quello di M.thinos di 37cm.
Nella foto sotto possiamo vedere le differenze in scala tra questi tre nidi.

nidi + tabella.jpg

E’ importante riuscire a distinguere le varie specie tra loro, e per farlo, quando non possiamo osservarne il nido, ci sono altri parametri. In questo caso. i caratteri che meglio aiutano a capire la specie sono il numero di branchiospine sul primo ceratobranchiale e vari rapporti tra diverse misure che possiamo prendere misurando varie parti della testa del pesce
testa e branchie.jpg



Mchenga eucinostomus, - Regan (1922)
Differisce dagli altri Mchenga, ad eccezione di M.flavimanus, per avere 17 branchiospine sul primo ceratobranchiale. Si distingue da quest’ultima specie per un più lungo pedicello premascellare (37-40% della lunghezza della testa contro il 30-36% di M.Flavimanus).

Mchenga inornata, - Regan (1922)
Le 25-26 branchiospine sul primo ceratobranchiale distinguono questa specie dalle altre del genere Mchenga ad eccezione di M.conophoros. Differisce da quest’ultima specie per un preorbitale meno profondo (16.7-17.5% della lunghezza della testa contro il 18.1-22.1% in M.conophoros).

Mchenga flavimanus, - Iles (1960)
Si distingue da tutte le altre specie del genere per la presenza di pinne gialle nei giovani e nelle femmine mature. Si distingue da M.eucinostomus inoltre, per un pedicello premascelare più corto (30-36% della lunghezza della testa contro il 37-40% di M.eucinostomus).

Mchenga conophoros, - Stauffer, LoVullo & McKaye (1993)
Le 13-16 branchiospine distinguono questa specie dalle altre del genere ad eccezione di M.thinos e M.inornata.. Si distingue da M.thinos per la mancanza di ocelli gialli sulla pinna anale nelle femmine e nei maschi non riproduttivi. I maschi riproduttivi di M.thinos perdono i segni neri nella pinna caudale che invece sono presenti in M.conophoros. Si distingue da M.inornata per un più profondo preorbitale (18.1-22.1% della lunghezza della testa contro un 16.7-17.5% in M.inornata).

Mchenga cyclicos, - Stauffer, LoVullo & McKaye (1993)
Ciclide piuttosto piccolo, che arriva ad una lunghezza di 14 cm, dati i colori nuziali dei maschi è praticamente indistinguibile sia da M.conophoros che da M.thinos che rimane però più piccolo. Spesso si trova in simpatria con M.thinos come ad esempio a Masasa Reef. Come M.conophoros si riproduce tutto l'anno anche se entrambi hanno un'attività riproduttiva con picchi stagionali. Presenta nell'arco esterno delle branchie da 11 a 12 branchiospine sul ceratobranchiale (contro le 13 o 15 in M.conophoros), 4 o 5 sull'epibranchiale ed una tra il ceratobranchiale e l'epibranchiale. Il nome cyclicos che in greco significa circolare, sta ad indicare la caratteristica danza nuziale dei maschi in riproduzione. Avendo un preorbitale profondo tra il 16.7 e il 22.4% rispetto la lunghezza della testa, non è possibile attraverso questa misurazione, distinguerlo sia da M.conophoros che da M.inornata visto che il suo range copre in realtà quello di entrambe le altre due specie.


Mchenga thinos, - Stauffer, LoVullo & McKaye (1993)
Si distingue da M.conophoros, M.inornata e M.cyclicos per avere ocelli gialli sulla pinna anale delle femmine e dei maschi non in fase di riproduzione. I maschi in riproduzione di M.thinos non hanno i segni neri sulla pinna caudale, presenti invece in M.conophoros. Si distingue da M.inornata per avere un più profondo preorbitale (18.1-22.1% della lunghezza della testa contro il 16.7-17-5% in M.inornata).


Bibliografia:

Three new sand-dwelling cichlids from lake Malawi, Africa with a discussion of the status of the genus Copadichromis
Jay R. Stauffer Jr., Thomas J. LoVullo e Kenneth R. McKaye - Copeia 1993(4) pp 1017-1027

Review of Copadichromis
Jay R. Stauffer, Jr. and Adrianus F.Konings – Ichthjol.Explor.Freshwater, Vol.17, No.1

The cichlid diversity of Lake Malawi/Nyasa/Niassa: identification, distribution and taxonomy
Jos Snoeks – Cichlidpress

Playfish – Speciale Copadichromis
Ivan Salvatori, anno 2006


Immagini e copyright:
L'immagine sulle misurazioni della testa è stata tratta dal libro “The cichlid diversity of Lake Malawi/Nyasa/Niassa: identification, distribution and taxonomy” e gentilmente concessa da Jos Snoeks.

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